Family Finance
Rinnovo con pignoramento — guida 2026

Rinnovo Cessione del Quinto con Pignoramento in Corso: Limiti e Fattibilità 2026

Rinnovo cessione del quinto con pignoramento in corso

Se hai una cessione del quinto già in corso e un pignoramento attivo, probabilmente ti stai chiedendo:

“Posso rinnovare per ottenere liquidità?”
“Mi approvano la pratica anche se ho già due trattenute?”
“C’è un limite oltre il quale non possono prelevarmi più nulla?”

È una delle situazioni più delicate in assoluto.
Questa guida ti accompagna con calcoli reali, limiti normativi e strategie possibili, evitando illusioni.

👉 Se vuoi sapere la tua capienza reale, un consulente Family Finance può calcolarla gratuitamente.

È possibile rinnovare? La risposta normativa

Sì, si può rinnovare, ma solo se vengono rispettate tutte e tre queste condizioni rigide:

1) Devi aver maturato il tempo minimo di rinnovo

Per legge (DPR 180/1950):

Cessione 120 mesi

puoi rinnovare dopo 48 mesi (40%)

Cessione 60 mesi

puoi rinnovare dopo 24 mesi (40%)

Questo vale anche se hai un pignoramento.

2) Cessione + Pignoramento NON possono superare un certo limite

Il limite dipende dall’ordine cronologico:

A) Se cessione e pignoramento sono già entrambi attivi → limite 40%

Somma delle trattenute:
Cessione + Pignoramento ≤ 40% dello stipendio netto

B) Se la cessione era attiva PRIMA del pignoramento → limite 50%

Il pignoramento può salire fino al punto in cui la somma totale arriva al 50%.

3) Deve esserci capienza residua per la nuova rata

Anche se la legge lo permette, la banca non approverà se:

  • il residuo “in tasca” è troppo basso
  • l’ente pagatore (datore/INPS) non dà il benestare
  • l’assicurazione rifiuta per rischio sussistenza

👉 Il punto non è solo “si può fare?”, ma “è sostenibile per te?”.

I limiti percentuali: le regole del 40% e del 50%

Caso 1 – Cessione + Pignoramento già attivi (co-esistenti)

Regola: massimo 40% dello stipendio netto complessivo.

Esempio:

Stipendio netto: 2.000 €
Cessione: 300 € (15%)
Pignoramento: 200 € (10%)
Totale: 500 € (25%)

Capienza residua per il rinnovo:
40% di 2.000 = 800
800 – 500 = 300 €

👉 Puoi rinnovare per una rata massima di ~300€.

Caso 2 – Cessione attiva → poi arriva il pignoramento

In questo caso la legge tutela la cessione pre-esistente.

Regola: il totale può arrivare fino a 50%.

Esempio:

Stipendio: 2.000 €
Cessione: 400 € (20%)
Pignoramento successivo: può arrivare fino a 600 € (30%)
Totale: 1.000 € → 50%

👉 Con il 50% già occupato, rinnovo impossibile.

Esempi pratici di rinnovo (i casi più richiesti)

Scenario A – Dipendente privato (Stipendio 1.500 €)

Cessione attuale: 200 € (13%)
Pignoramento: 150 € (10%)
Totale: 350 € (23%)

Capienza normativa:
40% di 1.500 = 600
600 – 350 = 250 €

👉 Rinnovo possibile con rata fino a 250 €.
Ma la banca valuterà se ti restano abbastanza soldi per vivere:
1.500 – 450 = 1.050 €.
Generalmente considerato sostenibile.

Scenario B – Pensionato INPS (Pensione 1.200 €)

Cessione: 240 € (20%)
Pignoramento: 120 € (10%)
Totale: 360 € (30%)

Capienza teorica:
40% di 1.200 = 480
480 – 360 = 120 €

👉 Matematicamente c’è capienza.
❌ Ma c’è il problema del minimo vitale INPS.

Nel 2025 la pensione minima impignorabile è intorno ai 600 €.

Con due trattenute ti restano:
1.200 – 360 = 840 € (sopra la soglia minima)

➡️ Rinnovo teoricamente possibile, ma da valutare con grande attenzione rispetto al minimo vitale e alla sostenibilità complessiva.

Nessuna banca, nessuna finanziaria può superare questa soglia.

Scenario C – Dipendente pubblico (Stipendio 1.800 €)

Qui il margine è migliore e la priorità normativa aiuta.

Cessione: 360 € (20%)
Pignoramento: 180 € (10%)
Totale: 540 € (30%)

Capienza:
40% di 1.800 = 720
720 – 540 = 180 €

👉 Rinnovo possibile, soprattutto perché:

  • gli enti pubblici sono profili “forti”
  • l’assicurazione accetta più facilmente
  • il benestare è più rapido

Meglio rinnovare o estinguere il pignoramento? (Scelta strategica)

Qui serve massima onestà:
Rinnovare con un pignoramento in corso NON è sempre la scelta migliore.

✔️ Strategia 1 — Rinnovo per estinzione del pignoramento

Molti usano la liquidità del rinnovo per chiudere il pignoramento con:

  • saldo e stralcio (60–70% del debito)
  • pagamento unico concordato tramite avvocato

Vantaggi:

  • liberi la busta paga
  • torni sotto il 40%
  • puoi rifinanziare con rate sostenibili

✔️ Strategia 2 — Aspettare fine pignoramento

Se mancano pochi mesi al termine, rinnovare ora significa:

  • ❌ prolungare un debito per 10 anni
  • ❌ pagare interessi inutili
  • ❌ restare con due trattenute per mesi

👉 In questi casi, meglio attendere e rinnovare solo dopo il pignoramento.

⚠️ Quando NON conviene rinnovare

  • Pignoramento in scadenza entro 12–18 mesi
  • Pensione vicina al minimo vitale
  • Azienda a rischio o reddito instabile
  • Trattenute attuali già >30–35% del reddito

Documenti necessari e iter

Se i calcoli ti danno capienza, il passaggio successivo è verificare la documentazione.

Serve:

  • Ultime 2 buste paga / cedolino pensione
  • Copia contratto / certificato stipendiale
  • Piano ammortamento della cessione attuale
  • Atto di pignoramento + importo residuo
  • Dati del datore/INPS per benestare

Iter operativi

  • Verifica capienza normativa (40% o 50%)
  • Verifica capienza reale (minimo vitale / sussistenza)
  • Richiesta conteggio estintivo cessione
  • Notifica al datore / INPS
  • Benestare
  • Liquidazione

📌 Ogni passaggio può bloccare la pratica: nessun consulente serio può garantire l’esito.

FAQ – Domande critiche sul rinnovo

Posso rinnovare la cessione anche se ho un pignoramento?

Sì, se rispetti i limiti: 40% del netto se co-esistono 50% se il pignoramento è arrivato dopo la cessione

Che differenza fa l’ordine tra cessione e pignoramento?

Se la cessione è prima, hai tutela fino al 50%. Se il pignoramento è prima, resti nel 40%.

Posso usare la nuova cessione per chiudere il pignoramento?

Sì, molti lo fanno tramite saldo e stralcio. Ma valuta sempre con un avvocato la convenienza.

E se la mia pensione è bassa?

Minimo vitale INPS 2025: circa 600 € Sotto questa soglia, nessun rinnovo è fattibile.

Chi decide alla fine?

L’istituto erogante + assicurazione + benestare del datore/INPS.

Vuoi sapere se nel tuo caso è davvero possibile rinnovare?

Con Family Finance, partner ufficiale di Avvera Spa (Gruppo Credem):

  • calcoliamo gratis la tua capienza (40% / 50%)
  • analizziamo cessione, pignoramento, reddito
  • ti diciamo subito se ha senso tentare o se rischi un rifiuto
  • ti orientiamo anche su alternative più sostenibili

👉 Lascia i tuoi dati: un consulente ti richiama e valuta il tuo caso in modo umano e professionale.

(Contenuto informativo, non sostituisce il parere di un avvocato specializzato.)

Chiama Verifica Fattibilità